Nuove disposizioni PCT e aumento del Contributo Unificato


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri (G.U.R.I., Serie Generale, n.144 del 24 giugno 2014) il Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari“, con diverse novità in tema di PCT, tra le quali si segnalano di seguito quelle che riteniamo le più rilevanti, ricordando che il provvedimento entra in vigore oggi 25 giugno 2014.

In primo luogo con l’art.44 del D.L. si dispone che il (temuto) deposito telematico obbligatorio (art.16-bis, co. 1, 2 e 3, D.L. n.179 del 18/10/2012, come convertito con modificazione, dalla L. n.221 del 17/12/12) verrà applicato solo per i procedimenti introdotti innanzi ai tribunali ordinari a far data dal 30 giugno 2014, per quelli introdotti precedentemente a tale data l’applicazione della predetta normativa decorrerà dal 31 dicembre 2014.
Rimane ferma la “facoltà” di provvedere al deposito telematico, in tal caso il deposito si perfezionerà esclusivamente in modalità telematica.
Viene invece rinviato al 30 giugno 2015 l’obbligo del deposito telematico innanzi alle Corti di Appello.

In entrambi i casi (Tribunale o Corte d’Appello), con decreti (non aventi natura regolamentare) il Ministro della Giustizia può individuare, anche per specifiche categorie di procedimenti, gli Uffici (Tribunali o Corti d’Appello) in cui viene anticipato il termine fissato dalla legge per l’obbligatorietà del deposito telematico (art. 16-bis, co. 5 e 9-ter, D.L. n. 179/2012).

Rilevanti sono altresì le modifiche al c.p.c. in tema di sottoscrizione del verbale e di comunicazione della sentenza.
Sotto il primo profilo (modificando gli artt.126, co.2, e 207, co.2, c.p.c.) si prevede che il verbale venga sottoscritto esclusivamente dal cancelliere (viene così soppressa anche la previsione della sottoscrizione del verbale da parte del testimone).
Sotto il secondo profilo, mediante la modifica dell’art.133 c.p.c. viene disposto che il cancelliere dia notizia dell’avvenuto deposito in cancelleria della sentenza mediante biglietto di cancelleria contenente << il testo integrale della sentenza >> (art. 45 D.L. in discorso) e non già il testo del solo dispositivo.

Sempre per ciò che attiene le modifiche al codice di procedura civile, il provvedimento in oggetto interviene anche in punto di vendita delle cose mobili pignorate con modalità telematiche (art.48 del D.L., a cui si rimanda, le cui disposizioni in realtà si applcheranno alle vendite disposte a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione).

L’art.46 D.L. n.90/2014 modifica parzialmente la disciplina delle notifiche “in proprio” da parte dell’avvocato (L. n.53 del 21 gennaio 1994), prevedendo che, ferme restando le altre condizioni di cui all’art.1 della L. n.53/1994 (procura alle liti, materia civile, amministrativa o stragiudiziale), non c’è più bisogno dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di appartenenza qualora la notificazione avvenga a mezzo Posta Elettronica Certificata, ed in questo caso non è neppure dovuto il pagamento della marca da bollo.

Con l’art.51 il D.L. in nota sembra risolvere, tra l’altro, anche la questione della tempestività del deposito telematico; a disposizione modifica difatti il settimo comma dell’art.16-bis D.L. n.179/2012 specificando che il deposito risulta essere tempestivo << quando è eseguito entro la fine del giorno di scadenza >>, e non quindi allorché effettuato entro le ore 14,00 del giorno di scadenza, come si temeva.

Il D.L. provvede anche ad integrare la disciplina delle “copie informatiche”, introducendo il comma 9-bis all’art.16-bis del più volte citato D.L. 179/2012.
In base al nuovo disposto introdotto dall’art.52, co.1, lettera “a)” D.L. n.90/2014, le copie informatiche di atti processuali presenti nei fascicoli informatici equivalgono all’originale, in questo caso il difensore, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale possono estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti ed attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico; le copie analogiche ed informatiche munite di tale attestazione di conformità equivalgono all’originale.
Si badi però che le disposizioni del suddetto comma << non si applicano agli atti processuali che contengono provvedimenti giudiziali che autorizzano il prelievo di somme di denaro vincolate all’ordine del giudice>>.
Le copie così estratte sembrerebbero essere esenti dal diritto di copia (in virtù delle modifiche apportate dall’art.52, co.2 D.L. n.90/2014, al T.U. sulle spese di giustizia).

Col provvedimento in nota viene altresì inserito l’art.16-sexies al D.L. n.179/2012 (“Domicilio digitale”), in cui si prevede che, nei casi in cui la legge prevede la notificazione presso la Cancelleria dell’Ufficio giudiziario possa procedersi secondo tale modalità esclusivamente << quando non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l’indirizzo di posta elettronica certificata, risultante dagli elenchi di cui all’articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché dal registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal ministero della giustizia>>.

Infine il punto dolente; per far fronte alle minori entrate derivanti dalle disposizioni del provvedimento commentato, l’art.53 dello stesso prevede l’aumento del contributo unificato.

Stante la mancanza, al momento in cui si scrive, di tabelle aggiornate, si rinvia al testo dell’articolo per l’individuazione dei nuovi importi.

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