Gratuito Patrocinio


Il patrocinio a spese dello Stato, tradizionalmente1 chiamato gratuito patrocinio, è lo strumento con il quale ai meno abbienti viene offerta la possibilità di agire o resistere in giudizio2, nominando un avvocato di fiducia, il cui compenso sarà, appunto, corrisposto dallo Stato.

Questo istituto, disciplinato dagli artt.74 ss. del Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di spese di giustizia (D.P.R. n.115 del 30 maggio 2002, in G.U.R.I. n. 139 del 15 giugno 2002, Suppl. Ord. n. 126; e succ. modif.), è una delle applicazioni pretiche dell’art.24 della nostra Carta Costituzionale3, che dispone, tra le altre cose, che << Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione >>.

Per una più analitica disamina della disciplina, e dei requisiti (anche reddituali) per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, si rimanda alla pagina ufficiale del Ministero della Giustizia.

1. La locuzione “gratuito patrocinio” è tradizionalmente legata al patrocinio gratuito dei poveri che, nella disciplina vigente nel terzo decennio del secolo scorso, era un ufficio onorifico ed obbligatorio degli avvocati e dei procuratori.

2. Il gratuito patrocinio non è consentito per l’attività stragiudiziale.

3. Articolo 24 Cost: << Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari >>